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L’ape-termosifone, che grande scoperta!

Autore: Prof. Adriano Mazzarella -
Responsabile Osservatorio Meteorologico Università Federico II di Napoli
16/04/2010 (letto 2937 volte)

Le api vivono in alveari suddivisi in cellette con una organizzazione gerarchica molto rigida

 

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Le api vivono in alveari suddivisi in cellette con una organizzazione gerarchica molto rigida: a capo l’ape regina con il compito di deporre le uova e a seguire un esercito di api operaie sterili e di maschi che hanno il compito di fecondare la regina ed essere uccisi dalle api operaie subito dopo. La suddivisione permette all’alveare di funzionare come una perfetta macchina militare nella quale ogni individuo esegue il proprio compito in nome di una causa comune. A tutt’oggi era inspiegabile il motivo per il quale alcune celle dell’alveare rimanessero vuote e, solo recentemente, i ricercatori dell’Università di Wurzburg, in Germania, con sofisticate micro-termocamere, sono riusciti ad individuare un gruppo di api operaie addette solo al riscaldamento delle celle in cui si trovano le api allo stadio di crisalide dal quale emergerà l’insetto adulto. Queste api sono in grado di muovere così rapidamente le ali da aumentare la temperatura del loro corpo fino a 44°C; si infilano, poi, come tanti piccoli termosifoni, nelle celle vuote dell’alveare per trasmettere calore alle celle circostanti che contengono le crisalidi. I risultati sono sorprendenti: con temperatura non superiore ai 34°C, le crisalidi diventano api operaie, addette solo all’alimentazione delle larve e alla pulizia dell’alveare che non lasceranno mai nel corso della loro intera vita; con temperatura maggiore di 35°C, le crisalidi diventano, invece, operaie capaci di volare fuori dal nido e procurarsi nettare e polline.

 

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