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La grandinata del 27 gennaio 2023 Fisciano (SA) - Gaiano (SA)

Autore: Gaetano Genovese
29/03/2023 (letto 427 volte)

Analisi di un fenomeno che poi sebbene sia raro sulla nostra regione non è del tutto inusuale.

 

La grandine in Campania di lunedì 27 marzo 2023

Attenzione, post lungo e forse un po’ troppo tecnico, prendetevi 5 minuti se volete continuare oppure scrollate verso il basso.

Nel pomeriggio e la serata di lunedì 27 c.m., la Campania è stata teatro di notevoli fenomeni grandinigeni dovuti alla concomitanza di diversi fattori che ne hanno esaltato l’intensità. Il fenomeno ha avuto una notevole estensione, sia spaziale che temporale, e si è presentato a più riprese a causa del continuo svilupparsi di celle temporalesche dovute alla forte instabilità atmosferica. Tale fenomeno rientra nella climatologia tipica delle regioni mediterranee durante il mese di marzo.

Nella foto seguente il temporale visto dal vesuviano in uno scatto di Vincenzo Marasco




Informazioni utili alla lettura:

#Troposfera: porzione dell’atmosfera dove avvengono i fenomeni meteorologici, alle nostre latitudini si estende dal livello del mare fino a 10-12 km d’altezza;

Bassi strati: strato dell’atmosfera prossimo alla superficie terrestre, mediamente tra 0 e 1500 metri.

Moto o #vento ascensionale: massa d’aria che sale in quota;

#Umidità relativa: è espressa in un rapporto percentuale tra la quantità di vapore acqueo contenuta in una massa d'aria e la quantità massima (cioè a saturazione) che il volume d'aria può contenere nelle stesse condizioni di temperatura e pressione;

Ostacoli orografici: montagne e/o colline;

#Temporale da fronte freddo: l'aria umida stagnante al suolo viene sollevata verso l'alto dal cuneo di aria fredda a corredo del fronte. In questo caso, la massa d'aria può subire una rapida condensazione, favorendo la formazione di nubi a sviluppo verticale (cumulonembi);

Raffiche di #outflow: raffiche di vento che fuoriesceno dai temporali quando sono nel pieno della loro maturità;



I fattori che hanno determinato l’evento:

🔴convergenza dei venti nei bassi strati: nei bassi strati si scontrano venti di provenienza diversa, in questo caso, c’era il vento di Ponente contro il vento di Tramontana. Il primo proviene da Ovest, il secondo proviene dai quadranti settentrionali, in questo caso a Nord-Nord-Est. Questo fenomeno favorisce i moti ascensionali che contribuiscono alla formazione delle nubi temporalesche, ovvero le camere gestazionali della grandine.

🔴quantità ed estensione dei tassi di umidità relativa nei bassi strati: l’umidità relativa è uno degli ingredienti principali per la genesi e lo sviluppo dei temporali. Nella giornata di ieri, nella zona in questione, era presente un “buon serbatoio” di umidità, innescato proprio dalla convergenza dei venti precedentemente spiegata.

🔴pronunciata differenza di temperatura tra il suolo ed i livelli medio-alti della troposfera; il sole durante il mese di Marzo, inizia a fornire calore alla superficie terrestre in maniera “più seria” rispetto ai mesi precedenti per questioni legate ad una maggiore perpendicolarità dei raggi con la superficie terrestre. Pertanto la temperatura dell’aria, specie durante le ore centrali della giornata, inizia a portarsi su valori più elevati. Come anticipato precedentemente, la climatologia delle regioni mediterranee durante il mese di Marzo per motivi legati alla circolazione atmosferica su scala emisferica, contempla frequenti scambi di aria fredda da nord ed aria più calda da sud alle medie latitudini (è la primavera, ovvero l’alternarsi di condizioni meteorologiche invernali ad estive). Tra queste dinamiche quindi, rientra anche l’episodio in questione ovvero il transito di un fronte freddo da Nord in traslazione dalle regioni centrali verso quelle meridionali foriero di temporali, grandinate ed anche nevicate fino a quote di alta collina. La massa d’aria associata al fronte freddo in questione era d’origine polare-marittima (le caratteristiche termo-igrometriche di questa particolare massa d’aria presentano una forte differenza di temperatura tra i 5000 metri ed i 1500 metri sopra il livello del mare, nel nostro caso, -28°C a 5000 metri, +3°C a 1500 metri)

🔴temperatura delle nubi inferiore allo zero termico: vista la presenza di aria particolarmente fredda alle quote in cui è stata possibile la condensazione del vapore acqueo (ovvero la formazione delle nubi), il chicco di grandine si è sviluppato in ambiente propenso all’accrescimento (ecco perchè i chicchi hanno assunto dimensioni notevoli)

🔴presenza di ostacoli orografici: la presenza di colline o montagne nei luoghi in cui si innescano i temporali, favoriscono il persistere delle precipitazioni sui lati sopravvento ad esse (ovvero dove il versante della collina o della montagna che viene battuto dal vento); I temporali si sono generati nel lato sopravvento ai principali massicci montuosi campani: Partenio, Picentini, Alburni, Cervati, Taburno;

Tralasciando gli effetti dovuti alle raffiche di outflow che hanno innescato temporali secondari a quello primario delle 18:40 (foto 4)

non per pigrizia ma per questioni dovuti alla lunghezza interminabile del post, i fattori precedentemente elencati si sono verificati in concomitanza, ecco spiegato il motivo per cui la grandinata è stata davvero molto forte e sicuramente un evento da evidenziare in rosso negli annali.

Un evento notevole che fa il pari con altri occorsi nel passato: da una rapida analisi su eventi simili occorsi negli ultimi trent’anni in regione Campania, ritroviamo testimonianza di epiche grandinate in diverse zone della regione: area metropolitana di Napoli (foto 1)



https://www.youtube.com/watch?v=OfxH1FQlv2s

area flegrea (foto 2)

isola di Capri (foto 3)


https://www.youtube.com/watch?v=mi0kIljh5T0

alto Sannio, valle dell’Irno ed altre ancora.

Insomma un evento raro senza alcun dubbio, anche fotogenico (foto 5,6,7)


ma sicuramente non ascrivibile al cambiamento climatico (almeno in prima analisi). Poi, ve ne prego, succede ad ogni evento meteorologico rilevante, evitiamo affermazioni del tipo: “non ricordo di aver assistito ad un evento del genere nella mia vita, ecco il cambiamento climatico”.
Ribadisco a gran voce il concetto espresso a novembre scorso



https://www.facebook.com/photo/?fbid=10223929908936887&set=a.1019311244336

il Cambiamento climatico è reale e ci siamo dentro fino al collo, ma non imputiamo qualsiasi fenomeno meteorologico rilevante ad esso.

Secondo il mio modestissimo parere, non si sensibilizza l’opinione pubblica incutendo terrore, paura o gridando all’estinzione della razza umana e specialmente non si sensibilizzano le masse facendo post sui social solo per cavalcare il trend. La mia visione si basa su una comunicazione gentile, trasversale, inclusiva, faccia a faccia, per strada, nei vicoli, nelle piazze e specialmente alla portata di tutte le classi sociali: in poche parole,mi piace spiegare il cambiamento climatico a mast’Antonio, il fruttivendolo di Santa Maria in Portico a Chiaia, ed indicargli cosa lui potrebbe fare per la causa.

è difficile, ma dobbiamo sforzarci per farlo.

Gaetano Genovese

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