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Confronto climatico Trieste-Napoli

Autore: Ing.Alberto Fortelli
23/10/2014 (letto 2470 volte)

Un interessante articolo che mette a confronto il clima di Trieste con quello di Napoli con sorpresa...

 

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Un nostro utente ci ha segnalato che in un nostro articolo il clima della fascia costiera del Friuli Venezia Giulia, viene descritto in maniera eccessivamente “pessimistica” e decisamente peggiorativa rispetto a quelle che sono le effettive condizioni meteorologiche che si manifestano su quell’area geografica. Quest’utente ha affermato che, statistiche alla mano, la fascia costiera del Friuli Venezia Giulia vede un clima meno freddo rispetto al “nostro paese” (che possiamo immaginare essere Napoli per l’aver citato l’Aeroporto di Capodichino), dove, a suo dire e per esperienza da lui vissuta, abbiamo un freddo terribile. Ci ha quindi suggerito vivamente di cambiare questa descrizione (che a suo dire non sta né in cielo né in terra), di andare piano con le descrizioni e, infine, di non utilizzare i luoghi comuni in quanto, così facendo, non si arriva da nessuna parte. Ha inoltre voluto ricordare che le temperature medie minime e il numero dei giorni con gelo nella stazione di Napoli Capodichino e in quella di Trieste sono praticamente uguali.
Con il presente articolo vogliamo fare alcune considerazioni sulla controversa faccenda e ci scusiamo sin d’ora se, in alcune fasi, l’articolo stesso sembrerà rivolgersi ad un interlocutore in particolare.
La missiva ricevuta, nel suo complesso, mira a sancire che il clima della fascia costiera del Friuli Venezia Giulia sia migliore di quanto si creda comunemente e, soprattutto, di quanto emerge dall’articolo di cui sopra.
Iniziamo subito col dire che l’andamento delle temperature minime notturne di Napoli Capodichino (aeroporto civile) può risultare, per moltissimi giorni all’anno, significativamente diverso da quello che si può registrare in tutta l’area metropolitana di Napoli. L’area pianeggiante sulla quale insiste l’aeroporto di Capodichino può essere considerata l’estremità meridionale della zona pianeggiante che caratterizza parte delle province di Napoli e di Caserta e che si insinua, ad E di Napoli, tra il rilievo del massiccio montuoso Vesuvio/Monte Somma ed i rilievi collinari sui quali è edificata Napoli (quota massima 458 m s.l.m.m.- eremo dei Camaldoli), complessivamente riconducibili ai rilievi vulcanici dei Campi Flegrei.
Subito a sud dell’aeroporto di Capodichino (posto a circa 70 m s.l.m.m) il rilievo presenta un tratto a forte pendenza, un versante esposto a S che alla sua base ha il quartiere di Poggioreale. Anche se il mare non dista che pochissimi km in linea d’aria, l’area dell’Aeroporto di Capodichino spesso non risente, o ne risente in maniera molto modesta, dell’influenza del mare. Durante l’inverno, ogni qualvolta vi siano condizioni di cielo sereno e di calma di vento, le temperature registrate a Capodichino presentano un andamento a parte, quasi completamente svincolato da quello che si registra in tutta l’area metropolitana di Napoli, con differenze che talvolta possono raggiungere 4-5°C ed anche più. In presenza di vento, invece, il rimescolamento turbolento dell’aria fa si che le temperature si omogeneizzino, con il rispetto dei normali gradienti termici verticali.
La piana campana è delimitata, a N e a E, dai rilievi del pre-appennino campano. Quasi sempre, nelle situazioni in cui a Capodichino si registrano temperature basse a motivo dell’inversione termica al suolo, su questi rilievi (sino a quote anche piuttosto elevate) le temperature sono più alte che non sulle zone pianeggianti: innumerevoli sono stati i riscontri diretti di tale fenomeno.
Un fenomeno, o meglio una anomalia che rende evidente il fatto che i valori di Capodichino non sono sempre e pienamente rappresentativi dell’andamento termico nell’area geografica della provincia di Napoli è quello di seguito descritto.
Immaginiamo di venir fuori da un periodo anticiclonico con temperature minime notturne registrate a Capodichino molto basse, ipotizziamo intorno agli 0°C. Per una modifica della situazione a scala sinottica ipotizziamo che sulla Campania si attivino, direttamente, dei freddi venti provenienti dai Balcani. I napoletani, vedendo una bella giornata di sole, ancor migliore delle precedenti per la maggiore limpidezza e trasparenza dell’aria, escono sul balcone per prendere una bella boccata d’aria ma sono costretti a rientrare subito in casa intirizziti, per prendere sciarpa e berretto di lana. Incuriositi dal gran freddo attendono con ansia la trasmissione delle rubriche TV o radio che forniscono i dati meteo e qui c’è la gran sorpresa: rispetto al giorno precedente, malgrado “sentano” molto più freddo, la temperatura minima di Napoli (Capodichino) è aumentata anche di 5, 6 o anche 7°C. Volendo dare una esplicitazione concreta dell’andamento termico tipicamente associabile a tali situazioni, possiamo scrivere:

Tmin giorno precedente : -1°C
Tmax giorno precedente : 11°C
(giornata complessivamente gradevole, ma con Tmed = 5°C)

Tmin primo giorno con vento di grecale : 5°C
Tmax primo giorno con vento di grecale : 8°C
(giornata complessivamente fredda e poco gradevole, ma con Tmed = 7°C).

Questo serve a dimostrare che i valori delle temperature minime di Capodichino non hanno una piena rappresentatività del clima dell’area geografica di Napoli mentre la hanno sicuramente per la città di Trieste, dove il fenomeno dell’inversione termica, almeno sulla fascia rivierasca, risulta estremamente raro. La media delle temperature minime a Trieste città nei tre mesi invernali, pari a circa 4°C (effettivamente poco discosta da quella omologa per Napoli Capodichino, pari a circa 5°C), scaturisce o da situazioni meteorologiche dinamiche (in cui i venti da ENE giocano un ruolo di notevole importanza) oppure, e comunque, a condizioni di normale strutturazione termica dell’atmosfera. Questo è anche reso evidente dalla modesta escursione termica giornaliera media, pari a circa 4°C contro i quasi 8°C di Napoli Capodichino.
A Trieste sono relativamente frequenti le giornate di calma di vento, giornate nelle quali potrebbe farsi sentire l’effetto mitigatore del mare; ma l’effetto mitigatore dell’Alto Adriatico non può essere particolarmente significativo o comunque paragonabile a quello esercitato dal Mar Tirreno; l’Alto Adriatico nel mese di febbraio, per la sua modesta profondità e per il fatto che è piuttosto “chiuso”, può vedere la sua temperatura scendere a valori anche inferiori ai 10°C (sono stati diversi i casi di formazioni di ghiaccio nelle lagune di Grado e di Marano); il Mar Tirreno, invece, non scende praticamente mai sotto i 13-14°C.
In altri termini una temperatura di 4°C a Trieste è una temperatura, come già detto, “strutturale” della massa d’aria e non relativa allo strato prossimo al suolo (qualche decina di metri al massimo): se a Trieste ci sono 4°C ed il tempo dovesse peggiorare sino a portare a precipitazioni, queste ultime al di sopra dei 400-500 m slmm assumerebbero quasi certamente carattere nevoso. A Napoli, se il cielo si copre, il freddo serio possiamo, nel 95% dei casi, dimenticarcelo.
Riassumendo:
1) A Napoli Capodichino le temperature basse sono quasi sempre provocate dal fenomeno dell’inversione termica al suolo; veramente rarissimi sono i casi di temperature minime sotto lo zero in presenza di venti di una certa intensità (tempo di ritorno forse superiore al decennio).
2) A Napoli le giornate più fredde (come sensazione da parte della popolazione) sono quelle caratterizzate da venti freddi dai quadranti settentrionali (NE in particolare), con valori minimi e massimi che poco si discostano tra di loro.
3) A Trieste, almeno sulla fascia di territorio a ridosso del mare, l’andamento termico inverso non può svilupparsi in maniera significativa.
4) A Trieste le giornate più fredde sono quelle ventose di bora ed in tali casi i valori termici possono scendere sotto lo zero con una certa facilità: ciò configura una situazione meteo molto avversa per l’uomo. Tali saranno sicuramente state quelle in cui si sono registrati i valori minimi assoluti, con –7°C nei mesi di dicembre e febbraio, -9°C a gennaio e ben –12°C nel mese di marzo (abbiamo ora reperito il dato del febbraio 1956 : -10,2°C). A Napoli Capodichino il valore minimo assoluto è stato di –5°C, ma in una situazione di forte inversione termica al suolo (gennaio 1981 e 1985).
5) Notevolmente diverso da quello della costa triestina risulta l’andamento climatico del resto della breve fascia costiera del Friuli Venezia Giulia, con temperature minime decisamente più basse per l’influenza dei fenomeni di inversione termica da irraggiamento che si realizzano sulla retrostante e stretta fascia pedemontana.

Nella tabella seguente vediamo negli ultimi 5 anni quando si sono verificate le temperature sotto zero a Trieste molo



Data Temp e velocità vento Wind/Chill considerando la V media

25/1/2000 -2,6°C vento medio 5.3 m/s raffica 12.7 m/s -12.5°
13/12/2001 -4,1°C vento medio 13.9 m/s raffica 32.1 m/s -24°
4/1/2002 -1,9°C vento medio 3.7 m/s raffica 11.5 m/s -8.2°
12/1/2003 -2.9°C vento medio 7.3 m/s raffica 19.3 m/s -16.2°
4/1/2004 -0.6°C vento medio 5.2 m/s raffica 18.0 m/s -9.8°

Raffiche di vento del genere associate a temperature inferiori allo zero a Napoli Capodichino non si sono praticamente mai registrate.

CONCLUSIONI
Vivere nel Castello di Miramare garantisce effettivamente il poter beneficiare di un clima mite (soprattutto se rapportato a quello che succede nelle immediate vicinanze)
ma riteniamo che le affermazioni così irruenti del nostro gentile utente (riportate all’inizio del presente articolo) siano un po’ forzate e dettate, ne siamo quasi certi, da finalità “promozional-turistico” della regione Friuli Venezia Giulia, regione bellissima con infrastrutture turistico-ricettive tali da non necessitare, a nostro giudizio, di forme di difesa così veementi. Peraltro si può andare a Trieste anche solo per provare l’ebbrezza dello spirare della Bora. O no?

 

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