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El Niño? Dava filo da torcere pure ai faraoni

Autore: Prof. Adriano Mazzarella -
Responsabile Osservatorio Meteorologico Università Federico II di Napoli
21/07/2009 (letto 3432 volte)

 

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Il potere dei Faraoni in Egitto era legato alle inondazioni del Nilo che lasciava sui campi uno strato di fertile limo favorendo l’abbondanza dei raccolti. Ma spesso le piene del Nilo non erano sufficientemente estese e causavano gravi carestie che scatenavano tumulti e minavano alla base la “divinità” stessa dei Faraoni. Ma perchè queste anomalie nelle inondazioni? La causa è imputabile a El Niño, anomalo riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico tropicale in grado di indebolire la circolazione monsonica nel bacino dell’Oceano Indiano. Il Nilo, che attraversa da Sud verso Nord quasi 5600 chilometri di territorio africano, raccoglie le sue acque da tre fiumi principali: il Nilo Bianco, il Nilo Azzurro e l’Atbara. In particolare il Nilo Azzurro e l’Atbara nascono sull’Altopiano Etiope dove raccolgono ogni anno le piogge estive portate dai monsoni indiani. In una normale estate, i monsoni scaricano abbondanti piogge sull’Altopiano Etiope e in tal modo il Nilo Azzurro e il fiume Atbara, carichi d’acqua, finiscono per favorire le grandi inondazioni del Nilo. Nelle annate di El Niño, però, tutti i monsoni nel bacino dell’Oceano Indiano sono meno intensi e così anche sull’Altopiano Etiope cade una quantità di pioggia minore del normale. Ai tempi dei Faraoni questo significava soprattutto che nell’Alto Egitto, considerato allora il granaio del regno, quasi i tre quarti dei campi coltivati rimanevano all’asciutto, condannati ad annate di magri raccolti.

 

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