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Il clima del mese di maggio 2019 a Napoli centro

Autore: Prof. Adriano Mazzarella - Federico II Napoli
03/06/2019 (letto 341 volte)

Consueto riepilogo dei dati mensili dello storico osservatorio meteorologico del centro della città di Napoli

 

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L’analisi dell’archivio storico meteorologico dell’Università Federico II ha assegnato a maggio 2019 la palma di mese di maggio più freddo in assoluto a partire dal 1872 terminando in perfetto pareggio con il maggio del 1991 quello di 28 anni fa. Si tenga però presente che questo del 2019 assume più significato in quanto comunque nel corso degli ultimi 28 anni l'isola di calore che si va sempre più espandendo ai confini del centro storico verso le periferie è aumentata ulteriormente. Questo particolare che condiziona sopratutto i valori minimi della notte accresce quindi il valore assoluto di questo mese appena trascorso. La media delle massime è stata di 19.3°C, quattro gradi al di sotto della media, mentre quella delle minime è stata di 14.3°C, mezzo grado in meno. La pioggia caduta in 12 giorni è stata pari a 120 mm, il 160% in più di quella che cade di norma a maggio. La temperatura del mare nel golfo è di 19°C, tre gradi in meno della media. Con l’arrivo della primavera si ritiene che sia passato l’inverno e arrivata finalmente l’estate che a Napoli è chiamata ’a stagiòn. Ma quest’anno maggio non ha seguito questa regola in ossequio al detto antico: “’A vecchia a ‘e trenta maggio iettaie ‘o laganaturo a ‘o fuoco” vale a dire: a fine maggio, la vecchia non avendo più legna da ardere, fu costretta a bruciare il matterello, arnese indispensabile per lavorare la pasta. Masse d’aria gelida provenienti dalla frantumazione del Vortice Polare hanno costretto la circolazione atmosferica a non seguire i soliti movimenti da ovest ad est ma quelli lungo i meridiani, con scambi di masse d’aria fredda da nord a sud. Attraverso questo meccanismo la Natura ha così provveduto a recuperare il deficit di pioggia e le temperature sopra media di febbraio, marzo e aprile scorsi. L’atmosfera non segue ritmi precisi come un’equazione ma ha sempre la capacità di recuperare i suoi fisiologici squilibri.

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