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Il cratere di gas naturale di Darvaza nel Turkmenistan

Autore: Redazione Campanialive
27/10/2011 (letto 6581 volte)

Il cratere di gas naturale di Darvaza (Darwese) è un’anomalia perennemente fumante che si trova nell’isolato deserto di Karakum nel Turkmenistan

 

Il cratere di gas naturale di Darvaza (Darwese) è un’anomalia perennemente fumante che si trova nell’isolato deserto di Karakum nel Turkmenistan. Conosciuto localmente come la “Porta dell’inferno”, un parente stretto del Pozzo di fuoco, è un’attrazione turistica poco conosciuta che brucia da almeno 30 anni.


In realtà, un gruppo di geologi Russi ci si avvicinarono in prima persona nel 19711 quando la terra sotto la loro
attrezzatura di trivellazzione crollò creando un abisso. Inviati nel deserto del Karakum dall’Unione Sovietica, stavano cercando gas naturale e hanno trovato talmente tanta roba che la raccolta diventò non sicura. A causa della minaccia dei gas nocivi per i villagi della zona, i gelogi decisero di infiammare il cratere che perdeva gas, finendo per accendere il più grande barbecue mai conosciuto dall’uomo.Il cratere “Porta dell’inferno” è acceso da quei tempi e non da segni di smettere. Visibile da una grande distanza, il bagliore di questo fuoco eterno può essere visto addirittura nel layer City Lights di Google Earth.

Darvaz è una piccola cittadina dell' Uzbekistan (ora si trova in Turkmenistan, in quelle regioni i confini sono a volte molto labili e vengono modificati con una certe frequenza) che fino a 30 anni fa era popolata da minatori. Dopo un'enorme esplosione dovuta a gas naturale, incendiatosi all'interno delle miniere, tutte le attività minerarie sono state interrotte. Ora i locali si limitano a vivere vicino a residui industriali arrugginiti, ad almeno un giorno di auto da qualsiasi centro abitato. Niente cibo, niente acqua, tutto deve essere acquistato nelle località "vicine" a Darvaz. Niente turismo, niente lavoro, niente industria, solo sabbia e vento, in un ambiente che farebbe diventare pazzo chiunque provenga dall' urbanizzazione del mondo occidentale. Darvaz è nota al mondo solo per una particolare attrattiva, un misto di natura ed intervento umano: quella che viene chiamata "La Porta dell' Inferno". Si tratta di un'apertura nel terreno, del diametro di oltre 30 metri, con fiamme che ormai persistono da più di 30 anni. Dopo le esplosioni avvenute durante le attività minerarie di Darvaz, si è scoperto che nei pressi della città c'era un enorme giacimento di gas naturale. Ovvio che l'attenzione di molte società fornitrici di energia si sia concentrata sulla zona.

Durante alcuni lavori di scavo avvenuti 35 anni fa allo scopo di trovare giacimenti di gas naturale, i geologi hanno rinvenuto un enorme complesso sotterraneo, una grotta dalle proporzioni ciclopiche.
Come abbiano rinvenuto la grotta è anch'esso un affare curioso: non aprirono un varco d'accesso al complesso sotterraneo, fu il varco ad aprirsi da solo, ed a inghiottire tutto il campo geologico, attrezzatura compresa.
Il problema fu però che all'interno della grotta vennero rilevate concentrazioni pericolose di gas: si decise allora di dare fuoco alla riserva di gas accumulatasi nel complesso sotterraneo, in attesa che le fiamme consumassero il veleno aereo totalmente, per evitare che alte concentrazioni di gas velenoso si disperdessero nell'aria e per consentire al team geologico di effettuare perizie sul possibile sfruttamento del giacimento.
Soprannominata da allora "La Porta dell' Inferno", la grotta non ha mai smesso di bruciare, probabilmente alimentata da un giacimento sotterraneo di gas che la alimenta in continuazione da 35 anni. Nessuno è in grado di calcolare quanto gas sia rimasto, e per quanto ancora "La Porta dell' Inferno" continuerà a bruciare.

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