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Ing. Fortelli su 'Il Mattino' in merito al nubifragio partenopeo.

Autore: Paolo Barbuto de 'Il Mattino'
22/06/2009 (letto 10938 volte)

Stralcio dell'ampio articolo tratto dal quotidiano nazionale.

 

Immagine non disponibile

Trentacinque minuti di pioggia, vento e chicchi di grandine grossi come acini d’uva. Per mezz’ora, a partire dalle 3 e 57 dell’altra notte, l’inverno s’è infilato nel primo giorno d’estate, e ha messo un’altra volta in ginocchio Napoli.
Allagamenti, voragini, crolli di cornicioni e muri di contenimento, alberi spezzati e fiumi d’acqua e fango hanno travolto la città, partendo dal Vomero. E proprio il quartiere collinare ha pagato il prezzo più alto: due palazzi pericolanti in via Camaldolilli, tredici famiglie senza più un tetto. In mezzo alle fondamenta delle loro case s’è aperta una voragine immensa, e profonda: per adesso dovranno arrangiarsi.
I rilievi statici richiederanno qualche giorno. Quasi tutti hanno trovato alloggio da parenti e amici: tre nuclei familiari sono stati accolti in un albergo dei Camaldoli, a spese del Comune.
Il bilancio della notte di tempesta è il solito bollettino della guerra contro giovepluvio, dalla quale Napoli esce sempre sconfitta.
A via Conte della Cerra un muro di contenimento ha ceduto e ha invaso la strada che è stata immediatamente chiusa, analoghe situazioni anche a via San Domenico e a via Pigna dove, fortunatamente, i crolli dei muri non hanno imposto il blocco della circolazione.
In via Ben Hur a Soccavo, s’è ripetuta la triste sequenza di ogni giorno di pioggia violenta: un fiume di fango ha travolto e trascinato via decine di automobili. Il vento forte ha spezzato rami e tronchi: tante le strade bloccate in attesa dell’intervento dei vigili del fuoco. La tempesta era annunciata, ma ha avuto sviluppi imprevedibili: «Si è trattato di un temporale autorigenerante - spiega il meteorologo Alberto Fortelli - che ha avuto il suo epicentro sul quartiere del Vomero».

Un temporale autorigenerante è quello che trae forza dalle correnti ascensionali che continuano ad alimentarlo e non gli permettono di «sfogare» la potenza e di seguire la sua strada, trascinato dal vento e da altri eventi atmosferici: «Quando il temporale è arrivato sul Vomero - spiega Fortelli, animatore del sito Campanialive.it - ha incontrato asfalto e cemento bollenti per il sole della giornata precedente.
Ha trovato energia per alimentarsi ed è rimasto bloccato in quel punto.
In 35 minuti sul Vomero sono caduti 70 millimetri di pioggia. Nei miei archivi degli ultimi trent’anni non c’è un dato simile». Preso d’assalto il centralino dei vigili del Fuoco che, senza soluzione di continuità, hanno iniziato gli interventi nella notte sotto la pioggia e hanno proseguito per l’intera giornata di ieri. Terranei, bassi e negozi allagati in ogni zona della città.
Manto stradale trascinato via, piccole voragini. Una delle situazioni più preoccupanti s’è verificata in via Arenaccia: spinto dalla pressione dell’acqua sottostante, l’asfalto della strada è stato spinto verso l’alto per una ventina di centimetri, sollevando anche le auto in sosta. Il sollevamento riguarda un ampio tratto di quasi trenta metri.
Problemi alla Metropolitana: le stazioni di Policlinico, piazza Quattro Giornate, Materdei e Piazza Medaglie d’oro sono state invase dal fango e sono state chiuse. Ieri sera le ultime due erano ancora inagibili. In tilt la rete elettrica. Durante la mezz’ora di temporale, 48mila famiglie sono rimaste senza corrente.
Manto stradale trascinato via, piccole voragini. Una delle situazioni più preoccupanti s’è verificata in via Arenaccia: spinto dalla pressione dell’acqua sottostante, l’asfalto della strada è stato spinto verso l’alto per una ventina di centimetri, sollevando anche le auto in sosta. Il sollevamento riguarda un ampio tratto di quasi trenta metri.
Alle sei del mattino solo in 10mila avevano ancora problemi. E anche nella tarda serata di ieri, nonostante l’impegno delle squadre di operai e l’utilizzo di generatori o cavi di collegamento temporanei, diversi edifici di alcune strade collinari sono rimasti senza energia elettrica.

Ieri in via Camaldolilli il sindaco Iervolino ha voluto verificare di persona la situazione e rassicurare i cittadini sfollati. Oggi al Comune, riunione del comitato di emergenza per decidere i provvedimenti più urgenti. Paolo Barbuto.

Grande risalto è stato dato alla notizia del nubifragio notturno sul quotidiano di Napoli dove sono state dedicate tre ampie pagine in cui vengono denunciati i perenni disagi ai quali è sottoposta la popolazione non appena si scatenano fenomeni violenti sulla città. Disagi ben conosciuti fin dal settembre del 2001 ai quali a tutt'oggi non è stato, evidentemente, posto rimedio.



Mini filmato ripreso durante il Temporale. Clicca qui















 

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