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Mare inquinato - Litorale Domitio: Il depuratore di Cuma

Autore: Giuseppe Esposito
25/07/2009 (letto 6581 volte)

La testimonianza di un abitante del posto, nonché fedelissimo frequentatore di Campanialive.it

 

Litorale Domitio: Il depuratore di Cuma
Ho avuto modo di informarmi sulle vicende del depuratore di Cuma. L'attenzione di massa verso questa specie di mostro inquinante nasce a Giugno 2009 (non che prima fosse considerato un impianto modello), in seguito al famoso sciopero da parte dei dipendenti del depuratore, sciopero durato circa 10 giorni e durante i quali i liquami di tutta o quasi la provincia napoletana sono finiti in mare tal quali, senza subire alcun processo di depurazione.



I dipendenti protestavano, se non ricordo male, per la mancata corresponsione di diverse mensilità, problema già verificatosi in passato diverse volte; stavolta hanno scelto una forma di protesta radicale, spegnendo tutti i macchinari. Dal canto suo qualche dipendente della società "Hydrogest", che si occupa del funzionamento del depuratore, ha affermato che la paralisi dei macchinari si è verificata in seguito ad un black out elettrico avvenuto quando l'agitazione era già in atto e che "semplicemente" i dipendenti non hanno rimesso in moto l'impianto essendo in sciopero!



Rientrata in circa 20 giorni l'emergenza ambientale venutasi a creare in seguito a questi avvenimenti, adesso tutto sembrerebbe essere tornato alla normalità, solo che la normalità, dalle nostre parti vuol dire che:


  • Il depuratore è tornato ai livelli di funzionamento soliti, cioè l'impianto adesso depura di nuovo circa il 25% degli scarichi che vi giungono. Difatti si tratta di una struttura senescente ed inadeguata, vecchia di trent'anni e mai rimodernata, data in gestione dalla regione ad una società esterna (la "Hydrogest" appunto), con la quale adesso tra l'altro è in atto un continuo rinfacciarsi le responsabilità della situazione attuale.

    Resta in ogni caso il fatto che la maggior parte dei macchinari del depuratore è già inservibile da circa un decennio e l'inquinamento del mare è una novità per noi che fino a ieri eravamo all'oscuro di questa situazione, ma non lo è certo per gli addetti ai lavori.

    Adesso sappiamo che quando l'acqua è giallo-marroncino, oleosa e talvolta maleodorante, ciò non è addebitabile alla presenza di un numero esorbitante di bagnanti (il litorale di Miliscola-Miseno arriva ad ospitare in una giornata oltre 60.000 persone, stipate sulla sabbia come sardine...);

  • La costa campana è in ogni caso un enorme sversatoio di scarichi abusivi illegali direttamente a mare; solo nei mei paraggi ce ne sono sia a Pozzuoli (dove la situazione quest'anno si è anche aggravata per problemi all'impianto fognario del comune), sia a Monte di Procida, senza sottacere la vergognosa situazione del capoluogo, con scarichi abusivi trovati anche dietro la splendida collina di Posillipo, notizia di pochi giorni fa. Purtroppo il problema è diffuso più di quanto si possa immaginare.

  • Il fatto che il mare risulti pulito e balneabile un giorno e sporco all'inverosimile quello successivo è addebitabile per lo più al gioco delle correnti in mare aperto; durante lo scorso weekend, le forti correnti di maestrale hanno fatto giungere i liquami del depuratore di cuma fino ad alcune località della costiera ed anche più a S. Quando le correnti sono il classico SW, a risentirne è invece quasi esclusivamente il martoriatissimo litorale domitio (da diversi anni dichiarato non balneabile in larghissima parte), ed è per questo che i rilievi dell'arpac sembrano dire un giorno una cosa e quello successivo l'esatto contrario.


Spero di essere stato esaustivo.



Giuseppe Esposito.

 

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