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Gennaio 2009 un mese da record

Autore: Redazione Campanialive.it
31/01/2009 (letto 3811 volte)

Questo mese di Gennaio è stato da record per la nostra regione, in particolare per la pluviometria.

 

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Il mese di Gennaio 2009 ha rappresentato per la Campania il proseguo di una stagione autunnale molto piovosa iniziata verso la metà di Ottobre del 2008 e continuata sino a tutto il primo mese del nuovo anno.

L’Osservatorio Meteorologico dell’Università di Napoli Federico II, sito a Napoli centro e funzionante ininterrottamente dal 1872, ha misurato, in questo mese, una quantità di pioggia record di 321 mm. Grazie alla lunga serie storica presente presso detto osservatorio è possibile affermare che il valore di pioggia cumulata nel gennaio 2009 rappresenta il record assoluto da quando la stazione ha iniziato ad operare. E' stato superato, infatti, il vecchio record di 280.2 mm. caduti nel mese di gennaio del lontano 1915. Si tratta di un valore enorme che rappresenta la pioggia che cade in media sulla città di Napoli nei mesi di ottobre,novembre e dicembre messi insieme. Se il trend dovesse proseguire si prospetta quindi un anno estremamente piovoso in Campania visto che su moltissime località della regione sono già stati raggiunti in un solo mese 1/3 delle piogge totali annuali. E' stato il particolare campo barico di questo mese che ha favorito l'arrivo sulla nostra regione di sistemi nuvolosi atlantici accompagnati da piogge piuttosto intense anche se non si sono quasi mai avuti fenomeni di tipo temporalesco. Dalla carta delle isoiete di gennaio si evince chiaramente che sono presenti 3 massimi di precipitazione cumulata corrispondenti alle zone montuose del Partenio, del Cervialto e delle prime
barriere appenniniche del Cilento. Una quantità inferiore di precipitazione è invece caduta sulla fascia montuosa del Matese e sui confini regionali pur assumendo comunque valore considerevole come quello della stazione di Calitri (AV) dove 203 mm. rappresentano quasi la metà della pioggia che cade in un anno sulla località ai confini regionali. Questo , oltre a confermare che le zone dove si sono superati i 500 mm. corrispondono a quelle notoriamente più piovose della regione, evidenzia anche come l'effetto stau sulle barriere montuose, con i venti meridionali che hanno soffiato sul versante tirrenico, sia
particolarmente intenso sulla nostra regione.

Come già detto, i valori di precipitazione raggiunti questo mese rappresentano un record che durava da molti anni. La totale assenza di figure anticicloniche ben strutturate e sopratutto di un blocco atlantico che negli ultimi anni spesso aveva impedito alle perturbazioni atlantiche di entrare sul bacino occidentale del Mediterraneo, ha favorito quindi l'arrivo a ripetizione di perturbazioni più o meno organizzate e di depressioni anche molto intense come quella che il giorno 24 ha portato la pressione a livello del mare su valori inferiori ai 990 Hpa. L'aria atlantica però non è quasi mai stata di estrazione polare marittima e pertanto una volta entrata sul Mediterraneo veniva ulteriormente mitigata con la conseguenza che le precipitazioni nevose son sempre avvenute a quote piuttosto alte per il periodo. In pratica nel mese in questione non si è mai posata la neve sotto gli 800 mt se non in casi isolati e per poche ore. Infatti l'innevamento delle cime appenniniche ad inizio Febbraio risulta piuttosto scarso nonostante il corrispondente valore di pioggia lascerebbe presumere che sui monti campani ci sia molta neve. Ma invece non è cosi, se si esclude il massiccio del Matese dove l'apporto nevoso supera il metro di altezza, sugli altri monti campani la neve non supera i 60-­80 cm sui punti più elevati ed è addirittura assente alle quote di 1000 mt dove normalmente dovrebbe essere presente in questo periodo dell'anno.

Altro aspetto particolare che ha fatto si che questo mese di Gennaio risultasse anomalo rispetto alla norma riguarda le temperature minime notturne. Durante il mese non si sono verificati i classici periodi anticiclonici invernali che con una durata di 5-­7 giorni caratterizzano almeno una volta nel corso del mese il clima della regione. Quest'anno se si eccettuano brevi pause tra una perturbazione e l'altra, durante le quali la
pressione è risalita per poche ore, non vi sono state figure bariche anticicloniche degne di tal nome ad interessare il territorio campano. Questo si è tradotto in una scarsità di notti serene e senza ventilazione che avrebbero favorito un maggior numero di giorni con minime inferiori ai 4° anche in pianura sulle zone non urbanizzate. Di conseguenza il mese , dal punto di vista delle temperature minime notturne, si può considerare decisamente mite. Solo all'inizio nei giorni 3-­4­-5 le minime grazie ad una relativa alta pressione e al cielo quasi sgombro da nubi sono scese a valori invernali anche sulle pianure costiere sulle zone non densamente urbanizzate.


Altra anomalia di questo mese è stata la latitanza dell'alta pressione, quella vera. In pratica non ci sono stati periodi di 5-­7 giorni consecutivi di alta pressione caratteristici dei nostri inverni. Le grandi figure anticicloniche tipiche delle nostre zone in inverno si sono tenute molto alla larga dalla regione. Il resto l'abbiamo già detto l'hanno fatto le continue perturbazioni che entrando sul Mediterraneo occidentale hanno poi scavato depressioni orografiche prevalentemente su Mar Ligure e Sardegna. Si pensi che sulla città di Napoli solo in tre giorni su 31 non si sono rilevate piogge. Questo a testimoniare quanto la nuvolosità sia stata presente lungo la fascia costiera centrale della regione che risulta maggiormente esposta ai flussi di provenienza meridionale. Anche le temperature minime delle conche e delle valli interne che facilmente in questo periodo possono scendere su valori sotto i ­10° non hanno visto questa volta valori di quella portata salvo che nel giorno 6 quando presso la stazione del Laceno con condizioni di albedo molto alto e grazie al suolo completamente innevato dalla neve caduta nei giorni precedenti, toccava il valore minimo di ­-11,3°C


In conclusione quindi , il mese di Gennaio 2009 è risultato mite in particolar modo per quanto riguarda le temperature minime notturne con effetti più evidenti sulle zone non densamente urbanizzate mentre è risultato molto piovoso con valori che su moltissime località hanno superato ed abbattuto i precedenti record rilevati nelle rispettive serie storiche. E' stato anche scarsamente nevoso per l'Appennino fatta eccezione per il massiccio del Matese che però si ritrova in un area climatica più affine al clima continentale dell'Appennino centrale. Infine è risultato un mese con un elevatissimo numero di giornate con cielo nuvoloso come raramente accade dalle nostre parti.
Un mese quindi da ricordare ma che è da considerare un prolungamento dell'autunno 2008 più che un vero e proprio mese invernale. Il generale inverno per ora non è ancora venuto a farci visita.

 

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