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L’Osservatorio di Montevergine, il tesoro nascosto che scruta dall’alto la città

Autore: Ilenia Gullo - orticalab.it
21/01/2015 (letto 1556 volte)

Affidato alla gestione dei frati benedettini, per un periodo fu governato anche da istituzioni militari e statali. Dal 2011 tre giovani hanno trasformato la passione in mestiere: ecco MVOBSV

 

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All’interno dell’Abbazia di Montevergine c’è un piccolo tesoro, conosciuto da pochi. Sta lì da molti anni, esattamente da centotrentuno. Non è fatto né d’oro né di pietre preziose, ma non per questo è meno pregiato.

Questa piccola fortuna è contenuta in un’ala del Complesso Abbaziale. Localizzarla, non è difficile: rivolgendo dalla città uno sguardo su Montevergine, è possibile scorgere, sulla destra, una piccola torretta. Quel bene prezioso di cui stiamo parlando è celato proprio al suo interno. Tra quelle mura è conservato un patrimonio scientifico - culturale di grande importanza, che ha costituito, per oltre un centenario, l’anima dell’Osservatorio Meteorologico di Montevergine.

Affidato principalmente alla gestione dei frati benedettini, l’Osservatorio, per un periodo, fu governato anche da istituzioni militari e statali. Poi, dal 2007, anno in cui sono terminate le sovvenzioni istituzionali, su quella torretta è calato il silenzio: a mantenere in vita l’Osservatorio sono rimaste, fino a poco tempo fa, solo la passione e le amorevoli cure di Padre Amato Gubitosa e di Padre Benedetto Komar.

In un giorno come un altro, però, tre amici, Vincenzo Capozzi, Antonio Marano e Mario Toti, decidono di compiere un passo difficile, ma degno di nota: trasformare una grande passione in un piacevole mestiere. Le competenze ci sono tutte: Vincenzo sta approfondendo i suoi studi di dottorato in Scienze del Mare, della Terra e del Clima, Mario è meteorologo e Antonio è da sempre un grande appassionato di meteorologia.

La voglia di investire in un grande progetto c’è. Una piccola somma di denaro da spendere, anche. Sapendo del piccolo tesoro celato all’interno di quella torretta dell’Abbazia che guarda a Sud/Est, decidono di salire a Montevergine e di parlare con il gestore dell’Osservatorio, chiedendogli la possibilità di poter fare ripartire le attività, potenziando e ammodernando i macchinari, totalmente a loro spese.

Padre Benedetto fu entusiasta della cosa. Tuttavia, per il benestare definitivo, aveva bisogno dell’autorizzazione degli altri confratelli e dell’Abbate. Permesso che, fortunatamente, non è tardato ad arrivare.

Il 20 ottobre del 2011 è partito il progetto del MVBOSV Mt. Vergine Observatory, associazione no-profit per la salvaguardia dell’Osservatorio Meteorologico di Montevergine. Da quel giorno Vincenzo, Antonio e Mario mettono quotidianamente, a disposizione dei loro utenti, un servizio meteo completo e degno di nota. Ma non solo: su questa pagina Facebook, ogni giorno vengono caricate le immagini delle albe e dei tramonti più belli di Montevergine, dei panorami mozzafiato e delle atmosfere magiche e surreali del Monte Partenio.

«Io e gli altri ragazzi crediamo tanto in questo progetto». A raccontarcelo è Vincenzo, con il quale abbiamo fatto una piacevole chiacchierata.

«Mantenere attiva una stazione meteorologica -dice- non è un affare da poco: sono necessari continui interventi di mantenimento, perché la strumentazione deve essere tenuta al meglio e calibrata in continuazione. A muoverci è la passione per la meteorologia: finora abbiamo solo fatto grandi sacrifici economici e di tempo. Fortunatamente, non ci pesa farlo, ci piacerebbe solo che la nostra realtà fosse più conosciuta».

Vincenzo ci racconta com’è fatta la loro torretta, cosa c’è al suo interno, quali antichi strumenti per lo studio della meteorologia vi si trovano: «ce ne sono tanti, ma purtroppo non sono più utilizzabili. Da qualche tempo stiamo consideriamo l’idea di creare un piccolo museo, ma oltre alla mancanza di fondi c’è un’importante difficoltà logistica: la torretta in cui lavoriamo ha accesso esclusivamente dal corridoio privato che conduce alle celle dei frati. Fare entrare i visitatori da lì, ovviamente, potrebbe turbare la loro quiete spirituale. A breve, però, all’Abbazia di Montevergine inizieranno degli importanti lavori di ristrutturazione, finanziati dalla Regione Campania. Se tutto andrà bene potrebbe essere l’occasione giusta per poter finalmente realizzare una piccola rampa esterna idonea per far accedere i visitatori all’interno dell’Osservatorio».

Abbiamo chiesto a Vincenzo qualche informazione sulla strumentazione: «La stazione meteorologica attuale è completa e anche abbastanza moderna, ma andrebbe potenziata. Gli strumenti contenuti al suo interno sono stati acquistati tutti attraverso l’autofinanziamento e grazie all’aiuto di qualche donatore, "angeli custodi" in tempi di crisi. In particolare, uno di loro ci ha aiutato direttamente dagli Stati Uniti: un militare americano che ha lavorato alla Base Nato di Montevergine per parecchi anni, a cui è rimasto particolarmente affezionato».

Secondo Vincenzo «una delle emozioni più belle provate all’interno di quella torretta, è ascoltare il silenzio della città. Abbiamo un punto di vista privilegiato di Avellino lassù. Ma da quella prospettiva è possibile anche scoprire quanto la nostra città sia vicina al mare. Quando il cielo è limpido e non c’è foschia è possibile vedere non solo Punta Licosa, vicino ad Agropoli, ma anche il Vesuvio e il Golfo di Napoli. E’ emozionante ritrovarsi in un posto meraviglioso e onirico come Montevergine e scoprire la bellezza celata dietro alle montagne che circondano la nostra città. Speriamo che qualcosa si muova. Vogliamo che tutti i “curiosi” possano vivere con noi queste esperienze: la meteorologia può essere molto più divertente di quello che sembra».

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